Musicoterapia

La musicoterapia confermante

Nata e cresciuta nell’ultimo ventennio la Musicoterapia Confermante (definizione coniata dal suo ideatore, Dario Benatti) è una tecnica nuova nell’ambito delle varie metodologie di musicoterapia.

L’idea basilare di quello che sta gradatamente divenendo un modello, è nata dalla necessità del musicoterapeuta di poter essere efficace con le persone che, prima di ogni altro aiuto o progetto educativo/riabilitativo, hanno bisogno (ed è un bisogno di primaria importanza) di essere confermate: sentire di esistere, di essere accolte, accettate, comprese. La Musicoterapia Confermante viene quindi applicata nelle lesioni cerebrali infantili, nella pluri-disabilità, nelle sindromi degenerative, e in tante altre patologie o situazioni nelle quali l’urgenza educativo/terapeutica può essere, come detto, un’urgenza esistenziale.

Anni di utilizzo ne hanno evidenziato l’efficacia, soprattutto nelle fasi iniziali del trattamento, in molti, diversi progetti educativi/terapeutici, ed inoltre,  nel corso degli ultimi dieci anni  la tecnica è stata sperimentata con successo, evolvendosi e raffinandosi, anche laddove gli obiettivi non sono legati ad urgenze o patologie gravi. Importanti esperienze sono state fatte, ad esempio,  nella preparazione al parto per ottimizzare la relazione all’interno della triade madre-padre-nascituro, nelle malattie psicosomatiche e nelle problematiche legate allo stress per favorire il contatto con la propria corporeità, ma anche nelle pratiche educative nelle scuole primarie.

Non ultimo, la Musicoterapia Confermante ha avuto modo di sperimentare la sua efficacia nell’evoluzione delle risorse umane in campo comunicativo e relazionale durante la formazione di operatori sanitari ed educatori.

Il modello della Musicoterapia Confermante si basa quindi sulla ottimizzazione della relazione, sull’ascolto empatico, sull’accettazione incondizionata dell’altro per come è nel momento presente e sull’utilizzo del suono e della musica come mezzo per scoprire e sviluppare i potenziali e le risorse della persona.

Ma ciò che caratterizza e rende definibile in modo preciso il modello è l’utilizzo, assieme al suono e alla musica, della comunicazione psicotattile, detta anche haptonomica, ovvero della comunicazione attraverso il contatto corporeo attuata dal terapeuta con una metodologia che tiene contemporaneamente conto degli aspetti psicologici e neurologici della percezione tonico-tattile.

Nelle varie attività della musicoterapia confermante il ritmo, le melodie, gli accenti, l’armonia di musica adeguata (improvvisata dal terapeuta o scelta accuratamente dopo attenta anamnesi dei vissuti musicali del paziente) vengono esperiti nel contatto corporeo in modo sintonico, sinergico, multisensoriale.

La ricchezza e la piacevolezza di queste esperienze integrate di varie modalità rappresentazionali tattile, labirintica, cinestesica, uditiva, unite ai messaggi confermanti di una relazione positiva col terapeuta, donano al paziente un vissuto ricco e positivo del proprio corpo e ciò gli permette di vincere eventuali spinte all’alienazione e di “rientrare in sé”, ridando alla pelle e ai muscoli il ruolo, forse perduto, di contenimento psichico e di coesione del sé.

Un ruolo importante all’interno del modello è anche rivestito dalla voce e, dove possibile dall’uso di strumenti che permettono di utilizzare suono e vibrazione in termini direttamente terapeutici. Il suono è infatti energia, un’energia vibratoria che interagisce con le strutture del corpo, anch’esse vibranti, attraverso il fenomeno della risonanza (l’interazione di due corpi vibranti a frequenze simili).